In Italia i movimenti femministi sono abituati a combattere. Anche durante una pandemia globale. L’aborto è legale nel paese dal 1978, ma da allora è sotto costante attacco da parte di gruppi ultraconservatori e governi locali di destra. Questo weekend, le femministe hanno lanciato un appello alle donne italiane da Nord a Sud affinché facciano sentire la loro voce e prendano parte a una protesta online e offline - nel rispetto delle misure di sicurezza per evitare il contagio da coronavirus.
L’ultimo attacco alla legge 194 è arrivato dalla Regione Piemonte. Il governo regionale, di destra e conservatore, ha pubblicato un bando per organizzazioni impegnate nei servizi della tutela materno-infantile disposte a collaborare con le Asl.
Tra i criteri per partecipare, c’è la “presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento e/o di attività specifiche che riguardino il sostegno alla maternità e alla tutela del neonato”. In altre parole, il Piemonte vuole aprire le porte ai movimenti antiabortisti. Le organizzazioni contro la libertà di scelta sono già pronte per prendere il loro posto all’interno di ospedali pubblici e consultori.