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Alexis Tsipras, February 2015. Demotix/indiPHOTOpress. All rights reserved.
Gli «accordi» del 13 luglio a Bruxelles segnano la fine di un'epoca? Sì, ma certamente non nel senso indicato dal comunicato conclusivo el «vertice». In effetti gli «accordi» sono fondamentalmente inapplicabili e tuttavia costituiscono una forzatura altrettanto violenta, e ancor più conflittuale, di quanto è già avvenuto negli ultimi cinque anni. Si è parlato di diktat e questa drammatizzazione è basata su fatti concreti.
Le proposte con le quali Tsipras è arrivato a Bruxelles erano in contraddizione con il risultato del referendum, ma facevano ancora parte di un progetto sul quale aveva l'iniziativa per potere sperare di sviluppare una politica nell'interesse del suo popolo. I suoi «interlocutori» si sono impegnati a far fallire questo tentativo. Il risultato è un anti-piano senza alcuna razionalità economica, che assomiglia a un salasso e a un saccheggio dell'economia nazionale.